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Definizione:

Il mastocitoma è un tumore che si riscontra sia nel cane che nel gatto. Origina dai mastociti, cellule normalmente presenti nel  sangue e nei tessuti. Per quanto riguarda il cane, è il tumore cutaneo più frequente, fino al 20% di tutti i tumori cutanei, da includere sempre nella diagnosi differenziale di ogni massa cutanea. Mai avere l’atteggiamento “aspetta e vedi” bensì vanno affrontati in modo aggressivo! Nel  gatto il mastocitoma è meno aggressivo  che nel cane. Forme cutanee e viscerali 50:50. Al contrario del cane, la forma viscerale è una malattia primaria (è comune il mastocitoma splenico). I MCT felini sono meglio circoscritti, meno invasivi localmente, e meno metastatici, spesso multipli e meno responsivi ai corticosteroidi.

Epidemiologia:

Può comparire in qualunque momento della vita dell’animale, anche se in media si sviluppa in cani di più di otto anni di età. Sebbene non vi sia una vera e propria predisposizione di razza, si riscontra più frequentemente nelle razze brachicefale come il boxer e nelle razze golden retriever, labrador, weimaraner, schnauzer e shar-pei.  Lo shar-pei tende ad avere MCT di “alto grado”, aggressivi, mentre le razze brachicefale di “basso grado”, meno aggressivi! Non vi è invece una predisposizione di sesso. I MCT possono comparire in aree di infiammazione cronica come nelle cicatrici delle ustioni. La causa della comparsa di questa neoplasia è sconosciuta, anche se è stata avanzata l’ipotesi di una eziologia virale, cosa comunque ancora da dimostrare.

Caratteristiche cliniche:

I MCT si presentano come masse cutanee, sottocutanee o dermiche/profonde in qualsiasi regione anatomica con aspetto clinico molto variabile (il “grande impostore”!), infatti possono assomigliare a qualsiasi lesione cutanea primaria o secondaria, come le macule, le papule, i noduli etc., ovvero si presentano come masse cutanee ben definite, papulari o nodulari, alopeciche o ricoperte da pelo e pelle intatta oppure eritematosa, a volte appiattite ed ancora come neoformazioni mal definite nei margini, infiltranti, arrossate a volte ulcerate! Di consistenza dura oppure soffice (alla palpazione il 10-15% dei MCT sono identici ai lipomi!). La maggior parte dei MCT è solitaria, tuttavia ci sono MCT multifocali (soprattutto nei boxer), sincroni o asincroni. La localizzazione più comune delle metastasi sono i linfonodi regionali; in rari casi è presente disseminazione sistemica (fegato, milza, midollo osseo). I siti più colpiti sono cute e sottocute di tronco, perineo, scroto, arti, testa e collo. Tutti gli altri siti primari (polmone, intestino, laringe, milza) sono molto rari.

I mastociti sono cellule del sangue, originano nel midollo osseo per poi migrare ai tessuti e lì raggiungono la maturazione. La loro funzione è di regolazione dell’infiammazione nei vari tessuti dell’organismo. Contengono dai 700 ai 1000 granuli, che a loro volta contengono più di 20 sostanze differenti, tra cui istamina (vasodilatazione, aumento della permeabilità vascolare, spasmo della muscolatura liscia, edema, shock, segni gastrointestinali), serotonina, eparina (tendenza al sanguinamento), enzimi proteolitici (ulcerazione, ritardo della cicatrizzazione), prostaglandine, citochine (responsabili del richiamo di altre cellule infiammatorie). Sono anche le cellule più importanti per le reazioni acute di ipersensibilità e delle malattie allergiche.

Proprio perché i MCT secernono sostanze bioattive (eparina, istamina, leucotrieni), molto spesso i cani affetti da MCT si presentano in clinica con “gonfiori” diffusi o emorragie sottocutanee diffuse nella zona del tumore. Il freddo, il caldo intenso, l’esercizio e le punture d’insetti possono provocare la degranulazione dei MCT: qualora la quantità di sostanza rilasciate sia elevata si hanno effetti sistemici quali vomito e melena (presenza di sangue nelle feci dovuta alla formazione di ulcere nel tratto GI), anoressia e dolore addominale. Sempre per effetto di una degranulazione spontanea dei mastociti si può assistere ad un aumento o una diminuzione repentina delle dimensioni della massa. Una caratteristica che aiuta nella diagnosi presuntiva di MCT è il gonfiore e l’eritema che compaiono immediatamente dopo aver palpato o punto il tumore, il cosidetto “segno di Darier”, che è patognomonico.

Comportamento biologico:

Il comportamento biologico dei MCT può essere riassunto in una parola: imprevedibile! Alcune localizzazioni anatomiche (digitale, inguinale, genitale, mucosa orale) presentano un c.b. più aggressivo. La localizzazione metastatica più frequente sono i linfonodi regionali. Alcuni MCT possono sviluppare disseminazione sistemica, comparendo nel fegato, nella milza, nel midollo osseo. Le metastasi polmonari sono estremamente rare.

Diagnosi:

Indipendente dall’aspetto, dalla crescita, dall’infiltrazione, dalla razza e dal sito di origine, tutti i MCT devono essere considerati maligni! L’approccio ad una lesione sospetta di MCT inizia per prima cosa con un ago-aspirato per esame citologico, procedura che consiste nell’inserimento all’interno della massa di un ago da siringa – manovra rapida e poco dolorosa – al fine di ottenere una quantità di cellule sufficienti per diagnosticare un MCT visto l’aspetto caratteristico dei mastociti: cellule rotonde con granuli di colore viola nel citoplasma i quali vengono svelati dalle colorazioni ematologiche rapide (tipo diff-quick); nelle forme più indifferenziate, che mancano dei tipici granuli, la diagnosi citologica di MCT può non essere così semplice. Anche se l’ago-aspirato è diagnostico, l’esame istologico è obbligatorio per conoscere il “grado istologico” e i “margini”, parametri che ci indicano il comportamento del tumore e che di conseguenza ci guidano nella scelta terapeutica.

I MCT sono classificati in 3 gradi istologici (secondo il sistema di Patnaik):

  • I grado – ben differenziati – :lesioni confinate alla cute; cellule rotonde monomorfe con citoplasma ampio e bordi distinti; nuclei rotondi od ovali; figure mitotiche assenti; granuli ben distinti.
  • II grado – mediamente differenziati – :le cellule infiltrano il sottocute; cellule pleiomorfe rotonde od ovali; granuli fini e talvolta indistinti; nuclei rotondi od ovali; figure mitotiche rare.
  • III grado – mal differenziati – :i mastociti infiltrano gli strati più profondi; cellule ovali, rotonde o fusate; granuli fini e poco distinti; nuclei irregolari con uno o più nucleoli evidenti; molte figure mitotiche.

In realtà recentemente è stato proposto un nuovo sistema di classificazione – il sistema Kiupel – che prevede due gradi: basso grado (ex  “grado I”) e alto grado (ex “grado II” e “grado III”).

In generale, il tempo di sopravvivenza post-chirurgico è direttamente proporzionale al grado di differenziazione – per esempio, le probabilità di curare un cane affetto da tumore di grado I esclusivamente con la chirurgia sono di circa il 90%, mentre in un tumore di grado III sono inferiori al 10%.

  • La maggior parte dei MCT di grado I non dà metastasi (ma non è detto!) ed un trattamento adeguato può essere curativo!
  • I MCT di grado II metastatizzano nel 75% dei casi, specie a livello di linfonodi locali, fegato, milza, midollo osseo e raramente ai polmoni.
  • I MCT di grado III danno metastasi frequenti.

Stadiazione clinica:

Alcuni oncologi preferiscono effettuare una stadiazione completa per tutti i MCT. In molti casi, forse non è necessario. Una stadiazione minima – di base – va sempre fatta, in tutti i MCT. La stadiazione completa – avanzata – in alcune circostanze, per esempio: quando ho a che fare con MCT a crescita rapida e/o con ulcerazione, presenza di metastasi ai linfonodi regionali, tumori ricorrenti, localizzazioni sfavorevoli, presenza di sintomi sistemici etc.

La stadiazione di base è sufficiente se:

  1. il linfonodo regionale è negativo (il riconoscimento di metastasi dei MCT può essere problematico: piccole quantità di mastociti non metastatici possono essere ritrovate nei linfonodi tributari al MCT primario per via di una risposta infiammatoria/reattiva alla presenza del tumore! Nell’interpretazione linfonodale l’istologia è in ogni caso più precisa della citologia);
  2. assenza di fattori prognostici negativi (localizzazione, ulcerazione, sintomi di ipersensitività locale…);
  3. è possibile fare una chirurgia sufficientemente ampia.

La stadiazione minima – di base – va fatta in tutti i pazienti affetti da MCT , prima della chirurgia e comprende:

  1. esame obiettivo generale, con il quale si valutano le condizioni di salute generali dell’animale;
  2. esame emocromocitometrico e striscio ematico (emogramma infiammatorio, eosinofilia paraneoplastica, coagulopatia, mastocitemia!!! Solo nel gatto è specifica di MCT!);
  3. esame biochimico sierico (aumento degli enzimi epatici);
  4. esame delle urine;
  5. ago-aspirato per esame citologico di qualunque lesione oltre alla principale e sempre dei linfonodi regionali tributari della lesione principale, anche se non presentano dimensioni aumentate!

La stadiazione avanzata contempla, inoltre:

  1. un’ecografia addominale con ago-aspirazione in tutti i casi in cui l’organo o gli organi siano anormali (a differenza del linfonodo a livello di milza e fegato basta anche solo un mastocita per darli come metastatici!);
  2. prelievo di midollo osseo e radiografia del torace.

In base all’esito di questi esami si individuano 4 stadi clinici:

  • Stadio 1: tumore singolo confinato alla cute senza coinvolgimento dei linfonodi regionali;
  • Stadio 2: tumore singolo confinato alla cute con interessamento dei linfonodi regionali;
  • Stadio 3: tumori cutanei multipli o un unico grosso tumore infiltrante, con o senza coinvolgimento dei linfonodi regionali;
  • Stadio 4: qualsiasi tumore con metastasi a distanza (inclusi midollo osseo e sangue) o recidiva con metastasi.

Ogni stadio è diviso in: (A) nessun segno di malattia sistemica, (B) presenza di segni di malattia sistemica.

Terapia:

Quando la localizzazione lo consente tutti i MCT vanno asportati chirurgicamente. Per i tumori ben differenziati e quelli intermedi la sola chirurgia può essere curativa. Per quanto riguarda quelli poco differenziati, la chirurgia può ridurre la sintomatologia generale e allungare le prospettive di sopravvivenza dell’animale. Importante è l’invio della massa ad un laboratorio specializzato dopo l’asportazione, per una valutazione istologica corretta e una analisi dei margini di escissione: tramite l’istologia infatti si può vedere se con la chirurgia si è riusciti ad escindere completamente la massa o se invece questa si espandeva oltre i margini chirurgici. Se la chirurgia non fosse sufficiente, infatti, sarebbe bene procedere con una terapia supplementare, come la chemioterapia (come trattamento adiuvante alla chirurgia), per la quale sono disponibili più protocolli tra cui scegliere in base al caso, o la radioterapia. Il trattamento chemioterapico e quello radiante sono di scelta per tutti i tumori non completamente escissi, inoperabili, multipli o metastatici.

Suggerimenti generali per il trattamento dei MCT secondo il grado e lo stadio:

Grado I e II, stadio 1:

escissione chirurgica. Se completa, nient’altro; se incompleta considerare di rioperare immediatamente ed estrarre la zona colpita (radicalizzazione) oppure somministrare radioterapia.

Grado I e II, stadio 2:

escissione chirurgica e chemioterapia adiuvante. Se incompleta considerare radicalizzazione o terapia radiante.

Grado III e stadi 3 e 4 di tutti i gradi:

escissione chirurgica se possibile e chemioterapia adiuvante in tutti i casi.

Tutti i tumori non operabili di qualsiasi grado e stadio: radioterapia locale se possibile e chemioterapia.

In conclusione: è molto importante una valutazione tempestiva di ogni lesione presente sui vostri animali, in quanto una diagnosi e una terapia rapide possono salvare o allungare considerevolmente la vita del vostro amato quattro zampe.

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